Chi siamo

Tre blogger, tre amici, uniti dalla passione per la scrittura, dall’amore per le parole e dall’incapacità di stare zitti. Perché abbiamo sempre più cose da dire di quelle che riusciamo effettivamente a dire.

Tre lucciole, che hanno capito – con fatica, e che forse ancora stanno capendo – il privilegio di farsi luce da sole.

Tre percorsi di vita, tra chi sta in fila, chi ci è proprio dentro e chi si sporge dall’altra sponda.

In fila ci sta AnBree DeLarge, gemelli, 25 anni.
Sangue sudista, testa sempre in viaggio e una penna tra le mani. Scrivere è per lui prima di tutto un’urgenza, un’esigenza, poi una passione. Il nero sul bianco è ciò che gli permette di interpretare il mondo che lo circonda, gli stimoli che riceve. È così che disegna la vita, a parole. Fin da quando ha intuito il loro potere.
La continua ricerca di nuovo, di diverso e di stupore mi rendono un praticante estremo di serendipity, unica vera bussola, sola meta da raggiungere.

Dentro la vita c’è Ste Lapiz, saggittario, 24 anni.
Positività, leggerezza e energia per affrontare ogni giorno come se fosse l’unico. Questo è il suo spirito. E’ la metà spensierata e divertente, l’altra faccia della medaglia, lo spremiagrumi con cui fai la limonata quando ricevi solo limoni. Dentro la vita è il suo sguardo sveglio di ragazzo gay che guarda tutto a testa in giù, per vedere il bicchiere mezzo pieno, anzi stracolmo, anche quando non lo è.
Dentro la vita è la sua solarità, il saper prendere il bello delle cose e l’imparare dall’esperienza, per diventare qualcuno di cui andare orgogliosi, per migliorarsi e non perdere troppo tempo a piangersi addosso.

Sull’altra sponda ci sta Typing Gwen, pesci, 25 anni.
L’altra sponda sono i suoi commenti, i suoi occhi, i suoi pensieri, le sue parole. I suoi consigli. L’altra sponda è la sua riflessione sulle persone, le relazioni, le situazioni. Il suo sguardo di ragazza eterosessuale che squarcia e arricchisce il punto di vista LGBT trasversale a questo blog.
L’altra sponda è un movimento spesso contrario, in grado di farci aprire gli occhi e di offrirci prospettive inaspettate. L’altra sponda è un dialogo, ore di conversazione al telefono, le nottate passate a chiacchierare. E’ confronto, curiosità, profondità, idee, creatività.
L’altra sponda è un ribaltamento culturale, un rovesciamento di ruoli.

4 commenti Aggiungi il tuo

  1. marzia ha detto:

    La serendipity è diventata più mia da quando a metà del mio cammino esistenziale ho scelto di lasciare la rumorosa città e di vivere ( da 5 anni) in un paesino del Cilento (Sa)

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    1. andredelarge ha detto:

      Sono e resterò (credo) sempre un topolino di città, cara Marzia. Ma non puoi immaginare come il tuo commento sia per me drammaticamente attuale. Il Cilento, non la Campania o la Lucania in generale, ma il Cilento in queste ultime settimane è diventato il posto in cui mi trasferirei adesso, se solo non pensassi che sarebbe una follia rivoluzionare la propria vita per un amore che non avrebbe comunque un futuro (e non perchè non sia abbastanza, ma perchè i progetti di vita di terranno comunque lontani, ed è inevitabile).

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      1. marzia ha detto:

        Un tempo ti avrei risposto che l’amore regna sempre, che è il nostro punto di forza.
        Oggi ti dico: la realizzazione professionale innanzitutto.
        Ho un figlio lontano da oltre 7 anni: ora lavora vicino Portogruaro ed è sposato con una veneta ( prima era a Reggio Emilia). Ho sofferto con ( e per) lui, ho pianto, ma ora son felice perchè lo sento felice sebbene la nostalgia sia una compagnia costante..
        Son fiera che mio figlio, annata 1980, lavori in un posto prestigioso e di responsabilità, ma soprattutto perchè si è fatto da solo. E me ne vanto da donna del Sud e da intellettuale.

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      2. andredelarge ha detto:

        La storia di tuo figlio mi é di ispirazione. I tuoi commenti sono sempre preziosi e mai scontati. La tua presenza é piacevole, grazie per i consigli e le suggestioni.

        E complimenti al tuo ragazzo. É giusto che tu sia orgogliosa di lui.

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