Attese

Conoscete Venere? E conoscete Marte. E conoscete anche i loro moti rotatori? Ma sì dai, che li abbiamo studiati fin dalle scuole elementari. Una stella al centro, e tanti corpi celesti che le girano intorno, ciascuno a suo modo, col suo tempo, sulla sua orbita.

Tra questi, ci sono anche Venere e Marte. Lei bella e sensuale, lui ruvido e impavido. La coppia perfetta di una fiaba che abbiamo sentito raccontare n-volte, da quando siamo nati. Perché amore e morte vanno di pari passo, sempre. Il dramma è nel DNA di noi occidentali, che ci vogliamo fare.

A-mors, senza morte. E’ questa l’etimologia della parola amore.

Quello che però non ci raccontano, quando siamo bambini, è che di fatto Venere e Marte si sfiorano occasionalmente solo ogni qualche centinaia di anni. Si guardano in faccia, si riconoscono per quello che sono, e sono già distanti un’altra volta. E come se non bastasse il loro incontro sprigiona una forza magnetica insufficiente per avere alcun effetto sul resto dell’universo.

Triste, non trovate? Teoria degli universi paralleli, pardon, dei pianeti vicini di casa. Che equivale un po’ ad avere l’anima gemella a una porta di distanza, sullo stesso pianerottolo, e non saperla identificare.

Ma dicevamo di Marte e Venere. Si incontrano, ogni tanto, ed è sempre un bell’incontro quello tra due corpi che si riconoscono. Me li immagino gironzolare per tutto l’anno, per tutti quei mesi, con lo sguardo rivolto al vuoto, salutarsi con gli altri pianeti, che ovviamente incrociano più spesso di quanto non accada a loro due, e poi illuminarsi solo quando si trovano uno di fronte all’altro.

E sorridere. Sorridere come quando ti arriva un messaggio che ti scolpisce il cuore in un altorilievo sopra il petto.

Immagino Venere e Marte impacciati, imbarazzati, destinati a conversazioni spicce, come stai? e tu come stai? senza avere il tempo di chiedersi come stanno davvero. In fondo non c’è niente di definitivo in quell’incontro. E’ solo un altro scatto da conservare nel rullino fotografico del telefono, ma che non puoi postare sui social perché non si può condividere.

E ti convinci che va bene, di fatto, custodire quel momento per te. Per poterlo riguardare quando in orbita per la vita di tutti i giorni hai un rigurgito di nostalgia. E dentro vorresti urlarlo a tutti quanto è prezioso il tempo che passate insieme.

E non importa se non c’è l’occasione di scambiarsi un bacio, anche se è nell’aria, perché sarebbe inappropriato. Venere e Marte non stanno insieme, e un conto è baciare uno sconosciuto, tutt’altra cosa qualcuno a cui tieni.

E così riconoscersi è un po’ come confondersi. Le idee, i sentimenti, confondersi tra la folla. E stare online a chattare con persone di cui ti interessa relativamente, senza trovare la forza di girarti sul tuo asse e inviare un messaggio a qualcuno con cui ti andrebbe di parlare davvero.

Teoria delle conversazioni parallele. Riempire vuoti, momenti, per evitare che tutto sia semplicemente memoria, per avere la sensazione di andare avanti.

Perché Venere e Marte non stanno insieme, e non avrebbe alcun senso mantenere un rapporto quotidiano. Questo è quello che pensano entrambi, mentre magari si chiedono come sta? cosa fa? con chi è? e avrebbero urgenza di saperlo, ma non osano infrangere quel tacito accordo che li vuole vicini ma lontani.

E così non si scrivono, non si cercano, aspettando l’occasione per incrociarsi in un locale, cento anni dopo, e riconoscersi e stare bene quel tanto che basta per sapere che tra loro c’è ancora qualcosa.

E perdere tempo, perdere tutto il resto nel frattempo. I successi, i cambiamenti, le gioie di uno e dell’altro, che se condivise sarebbero frecce scoccate da Cupido così iridescenti da mettere in imbarazzo Re Sole. E invece.

Meglio archiviare la conversazione. Meglio non scambiarsi like sui social, meglio non superare il confine di una notte che li vede uniti, anzi forse è proprio meglio non raccontarlo nemmeno a nessuno. Fare finta di niente.

Ma tu, si dico a te, riesci a fare finta di niente? Riesci a non premere invio? E ad aspettare? Sei ancora in grado di perdere tempo? E quanto ancora?

Forse l’amore vero è fatto di attese. Forse ama davvero solo chi sa aspettare.
E sai perché aspetti? Perché Venere e Marte si aspettano?
Perché l’amore conta. 
Conosci un altro modo per fermar la morte?

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...