Le cose belle che meritiamo

Anche io merito le cose belle, ma non mi succedono mai.

Rubo stralci di conversazione da una coppia di amici al bar. Sono due ragazzi, avranno su e giù la mia età, qualcosa di più forse. Sto scrivendo il mio nuovo articolo per la rubrica che curo sul Il Punto H, sorseggiando la mia brodaglia scura, che ormai senza caffè americano non so proprio vivere, quando entrano loro due.

Sono concentrato e sto lavorando, ma la coda dell’occhio non mi tradisce, sono due manzi da riporto. Uno biondo con la pelle chiarissima, rasato, la barba incolta. L’altro moro, olivastro, molto più curato nel look. Il mediterraneo sembra il tipico fighetto, vestito carino, con la scarpa giusta. Il biondo ha un gilet di jeans strappato e le braccia piene di tatuaggi in technicolor. Entrambi molto alti, fisici atletici, bei sorrisi. Dev’essere periodo di sagra della salsiccia, penso. Ma non fidatevi troppo di me perché ultimamente ho l’impressione di essere circondato solo da modelli di Dolce & Gabbana, sarà che la Venere di Milo che c’è in me si è risvegliata ed è uscita dalla cozza. O era una conchiglia?

Ad ogni modo, decido che è il momento di prendermi una pausa, perché, voglio dire, sto scrivendo già da una decina di minuti. E comunque l’ispirazione tarda ad arrivare. Ordinano, si siedono poco distanti da me. Il tatuato mangia, l’altro beve una Coca-Cola. E poi cominciano a parlare di una certa Lavinia. Dal poco che riesco a carpire quando non sono troppo distratto a sbavare, ‘sta Lavi è amica di Gringo, che è il mediterraneo – cazzo di soprannome, che non posso manco cercarlo su Facebook così – ma anche l’oggetto del desiderio del tatuato, Seba.

La cosa si fa interessante. A quanto pare la Lavi si è fidanzata con uno stronzo qualunque, uno di quelli che con due mosse se l’è portata via, nonostante Seba abbia fatto il possibile per corteggiarla. Ah, Seba, una situazione in cui ci siamo trovati tutti, pac pac sulla spalla a te.

Seba: Ha detto che mi vuole bene, che non si aspettava di conoscere una persona come me, e che razionalmente sa che posso darle quello di cui ha bisogno, ma deve seguire il cuore.

Giusto, penso. No? Cioè, le ragioni del cuore sono invisibili agli occhi e tutte quelle altre stronzate da detto popolare sono vere. Perché tanto, al di là del bene e del male, vogliamo chi vogliamo ed è stupido invischiarsi in una relazione che sappiamo di non volere davvero solo perché sembra la cosa migliore da fare. Brava Lavinia, che ha scelto quello che voleva, senza distruggere Seba.

Gringo: Lo so, me l’ha detto. E’ una cretina, quello non c’entra niente con te. Lo capirà, e alla fine tornerà in ginocchio. Non sai quanto tempo ho perso per farla ragionare.

Un buon amico, questo Gringo, ma non capisco cosa c’è da farla ragionare. E’ la tipica situazione da lancio della moneta. Quando sei indeciso e confuso, ti basta lanciare una moneta, testa o croce: mentre rotea in aria, sai esattamente quale faccia speri che esca. Ed ecco la tua risposta. Quello magari è uno stronzo, ma lei lo desidera.

Seba: E’ che sai come sono fatto. Ci metto una vita a innamorarmi, a trovare qualcuna che mi fa perdere la testa. Che se hai duecento ragazze che ti girano intorno e non te ne piace mezza è come non averne nessuna. Erano anni che non conoscevo una come lei, mi ha fatto tirare fuori il meglio. Mi fa male vederla con un altro. 

Cazzo, quanto hai ragione. Touché. Mi domando cosa si inventerà Gringo per rispondere a questo. La storia si fa avvincente.

Gringo: Lo so Seba, non ti devi rimproverare niente. Datti tempo, alla fine ti renderai conto che comunque puoi trarre qualcosa di buono da questa esperienza. Ti ha fatto capire quello che davvero puoi dare a qualcuno. Non sei lo stronzo cuore di pietra che fai finta di essere. 

Penso che mi sto innamorando. Non so di chi esattamente, mi sa che uno o l’altro casco bene comunque. Ma dov’è che si comprano i ragazzi che parlano così? Per sapere, eh.

Seba: Lo so. Ma ho preso tante di quelle batoste nella vita e questa mi ha steso. Anche io merito le cose belle e non mi succedono mai. 

A questo punto vorrei alzarmi, abbracciarlo e tipo dirgli Prendi me, Scegli me, Ama me, ma farlo in mezzo a un bar (di paese poi) non mi sembra una grande mossa. E comunque non sono in uno stato psico-emotivo tale da volermi esporre a un rifiuto di piazza né tanto meno al senso del ridicolo. Per cui alt, mi fermo qui, è ingiusto ascoltare quella conversazione e poi lo so che finirò per scriverci un articolo e pensare un’altra volta fino allo stremo, insonne. Mi limito a infilare le cuffie e tornare a scrivere.

Però continuo a ripensare a quello che il ragazzo tatuato ha detto. Appunto, come non detto. Anche io merito le cose belle. Ed è vero, che vorrei dirgli qualcosa. Vorrei dirgli che sì, Seba, anche tu meriti le cose belle. Le meritiamo tutti, soprattutto quando ci impegniamo per ottenere il risultato sperato, per conquistare una meta, un obiettivo, una ragazza. E sì, è frustrante quando dopo averci messo l’anima, rimaniamo con un pugno di sabbia in mano.

Vorrei dirgli che forse Lavinia non ha ancora imparato a scegliere le relazioni sane, le relazioni giuste, perché scegliere col cuore a volte può essere azzardato. In fondo il cuore offusca la mente, e poi quando le cose vanno male è con quella che devi fare i conti.

E magari lo capirà, e tornerà da te, dicendoti di aver commesso un grande errore di valutazione. Vorrei dirgli, Seba, ascolta Gringo. Prendi il buono da tutte le esperienze, anche da questa, perché c’è sempre qualcosa da imparare, altrimenti sarebbero davvero sempre e solo tutte batoste. Ringraziala per le belle parole, perché ci sono persone che per dirti di no arrivano a umiliarti, a trattarti da randagio. Non portarle rancore e augurale la felicità che merita, perché sì, anche lei merita le cose belle. Ma non girarti indietro. Perché se dovesse tornare, saresti comunque la sua seconda scelta. E magari sarà straziante rinunciare, perché avevi sperato tanto ci fosse un tempo per voi, ma andrà bene così.

Chiudi la porta cordialmente mentre imbocchi la strada che ti porterà fuori dalla sua vita. Uscirne puliti, portare rispetto, è anche così che si dimostra l’amore, se è amore quello che provi. “Arriva solo fino al punto in cui non ti troverai più, e finalmente sarai tu a sorprenderti”, canta Dolcenera nella sua Ora o mai più. Ma quando hai fatto il massimo e non è bastato, significa che stai investendo energia, sentimento, dedizione nei confronti della persona sbagliata. Non è che non capisca quello che provi, è che non le interessa.

E sai, Seba, ti dirò di più. Non credo in molte cose, dico sul serio. Purtroppo è un mio limite, ho troppo poco coraggio. Ma di una cosa sono convinto, prima di lasciare questo mondo avremo tutte le occasioni per chiudere le nostre questioni irrisolte. E’ così, ne sono certo. Non so se alla fine avrai una storia con lei, prima o poi, o se la rincontrerai mai. Ma sono certo che Lavinia alla fine diventerà uno dei tasselli del tuo mosaico e allora avrà un senso. Come tutti i fallimenti prima di lei, e quelli che verranno dopo.

Lo capirai quando sarai pronto a credere di nuovo in qualcuno, a rischiare un sentimento un’altra volta, ad abbracciare un’altra cosa bella. Immagino sarà così anche per me.

Ce lo auguro.

@AndreDeLarge
ph. Ella Phillips

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Un commento Aggiungi il tuo

  1. 321Clic ha detto:

    Ci credo anche io. Tutto torna.

    Liked by 1 persona

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