Devi soltanto esistere

Avete mai pensato a quanto complicate rendiamo le cose più semplici?
Parlare, per esempio. Dedicare il nostro tempo libero alle attività che ci appassionano davvero, alle persone con cui vogliamo veramente stare. Prenderci del tempo per noi stessi, per stare da soli. Coltivare gli entusiasmi. Essere partecipi della felicità degli altri. Inseguire un sogno.

No dico, seriamente. Ormai ho l’impressione che tutto debba essere complicato perché sembri valerne la pena. Come se fosse necessario dimostrare agli altri quanto sudore, quanta fatica ci costa fare qualcosa, mentre non la stiamo facendo.
Ti piace il tuo lavoro? Sì, ma non è quello che voglio fare per il resto della mia vita.
Stai bene con il tuo ragazzo? Sì, ma non è l’amore della mia vita.
Siamo così attenti a elencare le difficoltà che le situazioni che viviamo ci comportano che nemmeno ci accorgiamo di quanto le incancreniamo a furia di sottolinearne i contro. E intanto non facciamo niente per cambiarle. 

Ci giustifichiamo. Inventiamo scuse, rendiamo difficili le cose facili, appunto.
Ti piace il tuo lavoro? Sì, ma non è quello che voglio fare per il resto della mia vita. Ma per ora va bene così, dato il periodo.
Stai bene con il tuo ragazzo? Sì, ma non è l’amore della mia vita. Però ci vogliamo bene, e non vedo il motivo di lasciarci.
E mentre ci piangiamo addosso, non facciamo altro che perdere altro tempo.
Ci lamentiamo un sacco di non avere mai il tempo di fare ciò che ci piace. Perché lo studio, il lavoro, gli amici. Così chiudiamo le tempere nella valigetta di legno e non dipingiamo più. I puzzle da cinquemila pezzi restano in sospeso per anni. Ci portiamo nella borsa un libro che non finiremo mai. E intanto ripetiamo a noi stessi la solita scusa di sempre: lo faccio appena avrò tempo. Più avanti sarà più facile organizzarmi, gestire i miei impegni. E’ solo un periodo.

Sì, già, un periodo. Io li conosco bene quei periodi. Ci ho messo sette anni a trasformare un’idea in un progetto e un progetto in un prodotto. Avevo questa trama che mi rimbalzava in testa da tempo e continuavo a ripetere a tutti che avrei voluto scrivere un libro. “Ma non ho la testa, ora non ne ho il tempo.”

Credo che statisticamente sprechiamo 1/3 della nostra vita a ripeterci quanto poco tempo abbiamo per fare ciò che ci piace sul serio. E considerato che 1/3 lo passiamo a lavoro, e l’ultimo terzo a dormire, mi chiedo, esattamente, ma quando è che viviamo? Quando è il tempo del piacere?

E’ così difficile ammettere di non volerlo trovare, quel tempo. Di non avere la forza di trovarlo, a volte. Perché fa paura correre dei rischi. Procrastinare è più facile. Non è il momento giusto. Non adesso. Più avanti riuscirò a realizzare il mio sogno, ma prima devo sistemarmi. Un po’ come quando veniamo scaricati e ci propinano quella motivazione così edulcorata: Sei la persona giusta, ma il momento è sbagliato, devo risolvere delle cose con me stesso. Si, certo, lallero.
E mentre ci trasciniamo frustrati e insoddisfatti per non aver saputo difendere un obiettivo, un sogno, un’intuizione, guardiamo le vite degli altri e pensiamo: Vedi, lui è stato fortunato. Sicuro. O magari si è sbattuto un filo di più, senza andare a dire in televisione quanto dura è stata raggiungere il suo scopo. Senza far presente a tutti che era difficile incastrare tutto, era difficile stare dietro agli impegni, che poi sono anche le persone della nostra vita. Che era dura rimboccarsi le maniche. L’ha fatto e basta.

Difficile ammettere un fallimento, forse. Soprattutto, ammettere di essere la causa del proprio fallimento.
Ti piace il tuo lavoro? Sì, ma non è quello che voglio fare per il resto della mia vita. Ma per ora va bene così, dato il periodo. Appena si sarà sistemata la situazione, mi impegnerò per realizzare il mio vero obiettivo.
Stai bene con il tuo ragazzo? Sì, ma non è l’amore della mia vita. Però ci vogliamo bene, e non vedo il motivo di lasciarci. Non c’è nessun altro al momento, soffriremmo inutilmente. 
Perché in fondo è così, se non alzi il culo e non fai qualcosa per cambiare la tua vita, non succederà niente. Se non ti prendi qualche rischio, non succederà niente. Nessuno lo farà al tuo posto. Dovremmo giurare a noi stessi di non perdere un minuto a piangerci addosso, prometterci di non rimandare niente a più avanti, perché più avanti potrebbe essere mai. Crearci le occasioni. Imparare a dire di No. Non voglio questo lavoro. Non voglio questa relazione.

Ecco, forse è questo. Forse, nel millennio delle multinazionali che ci insegnano spingono a dire di ad ogni cosa, ci stiamo disabituando a dire No. Alle distrazioni, alle deviazioni, all’impegno, alle persone. E allora ne parliamo. Parliamo di tutte quelle difficoltà che potremo incontrare quando finalmente faremo qualcosa per noi stessi, e intanto, non la facciamo. Però ne parliamo.

Ah, sarà difficile quando gli dirò quello che provo, perché potrebbe non ricambiare, e io soffrirò. Ah, sarà orribile quando mi licenzierò per inseguire il mio sogno, col rischio di fallire. Ah, sarà devastante rinunciare a questo stile di vita, per fare finalmente il viaggio dei miei sogni. Tutto vero, e mentre ne parliamo non stiamo facendo assolutamente niente.

Non facciamo altro che scavare, e scavare e cercare tutti i motivi e le ragioni per cui una cosa non dovremmo farla. Anche se sentiamo forte l’impulso di agire, di rischiare, abbiamo bisogno di immaginare tutti gli scenari possibili, i peggiori, e accettare il fatto che sia meglio non fare proprio nulla.
Ma sapete che c’è? Che non importa quanto proviamo ad anticipare la trama di un film horror per espiarne la paura, la musica e le apparizioni improvvise continueranno a spaventarci. Nello stesso modo in cui provare ad anticipare quello che una nostra azione, provocherà per darci un buon motivo per non farla, non farà altro che allontanarci dal nostro obiettivo. Potremmo anche considerare cinquecento conseguenze diverse, e sarà sempre quella che non avevamo previsto a presentarsi.

E in quel caso, cosa faremo? Batteremo ritirata e porteremo avanti nuove ricerche sui mille e uno modi per cui non vale la pena andare avanti? E ancora così, fucilata, battuta di ritirata, trincea, fucilata. Ma le bombe? Le bombe di vita, quelle che ti danno gli scossoni veri, quelle che ti sconvolgono, perché non le sganciamo?

Siamo davvero sicuri di volere quello scossone che tanto diciamo di desiderare? Tutto il nostro procrastinare, rimandare, aspettare ci tiene sempre a un passo di distanza dalla svolta. E mentre ritardiamo, sapete cosa non facciamo? Vivere. Ci incagliamo negli scrupoli più sciocchi, nelle riflessioni più complesse e articolate. Rimaniamo fermi a domandarci cosa sia meglio fare per noi, e non lo facciamo comunque.

Voglio dire, vivere non è difficile! Però sì, lo ammetto. In fondo, esistere e basta è molto più facile.

@AndreDeLarge
ph. Alberto Monteraz 

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5 commenti Aggiungi il tuo

  1. Andrea ha detto:

    Ho letto il commento vecchio , ma rispondo qua perché prima ti faccio le mie congratulazioni per il tuo libro !!
    Seconda cosa non penso di essere bravo a scrivere 🙂 ogni tanto lo faccio ma giusti per riflettere su qualcosa !
    Per quanto riguarda la curiosità , beh se vi ho incuriosito penso sia positivo, o almeno io ritengo la curiosità positiva. E no non vi conosco, magari un giorno 😀 chissà , e chi mi ha fatto conoscere il blog potrei dirvelo, magari via mail.
    all’inizio non pensavo di commentare, ma più vi seguivo più mi piacevano le vostre riflessioni, in particolare avete toccato due temi in un periodo in cui le sentivo “vicine”. Quindi mi son detto perché no? Adesso sto leggendo un’altro giro di giostra e ho scoperto uno scrittore che non conoscevo quindi …grazie !! E leggendo le prime pagine mi è venuto da sorridere perché a volte le casualità sono strane ma questa è un’ altra storia .
    P.s
    Voglio farvi una domanda … A volte nei vostri articoli , questo ad esempio x te, o in altri per typing Gwen avete usato la parola paura o coraggio. Cosa significa per voi Paura ? Cosa significa per voi coraggio?

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    1. andredelarge ha detto:

      Ciao Andrea!
      Ho pensato alla tua domanda è in realtà credo di aver finalmente trovato una risposta. Paura e Coraggio. Bè,’intanto sono parti essenziali della nostra natura, secondo me. E credo siano anche piuttosto connesse tra loro, nel senso che forse è una a scatenare l’altro. O almeno, così dovrebbe essere, mentre è un peccato quando una situazione paurosa non fa altro che bloccarti senza diventare molla o stimolo per crescere, migliorare o superare un ostacolo.

      Comunque, in generale penso che la paura sia una buonissima forma di auto conservazione. Mi spiego: non avere paura probabilmente ci metterebbe a repentaglio troppe volte, in troppi contesti differenti e anche in quelli che non meriterebbero di essere rischiati. È una sorta di darwiniana selezione naturale di ciò per cui vale la pena lottare e ciò che invece è causa persa in partenza. E le cause perse non sono fallimenti, piuttosto è da persone intelligenti riconoscere i propri limiti. Come dicevo in un articolo precedente, però, avere paura è ok, ma dovremmo avere paura di avere sempre troppa paura, perché ci porterebbe lontano da tantissime parentesi di vita intense se pur non per forza felici.

      Quindi, se mi chiedi cos’è la paura, ti rispondo: una buona chance per stabilire fino a dove spingerti, uno scudo contro nemici troppo più forti, ma anche un ostacolo psicologico che bisognerebbe voler sempre superare, almeno tentarci, perché.. Cazzo la vita è una. E non importa quello che può succedere, se hai un sogno o sei innamorato, vivi a mille perché di rimpianti non si va avanti.

      Per dirti cos’è il coraggio, ricorro all’etimologia della parola stessa. “Avere cuore”, amare e soprattutto amarsi tanto da scegliere se stessi e di seguire natura, talento, indole e sogni, è amore, anche contro corrente! Avere il cuore di scegliersi.

      [Ovviamente non si parla di situazioni al limite della morte, in quel caso credo che non siano paura o coraggio a fare la differenza, ma buon senso e conoscenza del mondo].

      Spero di averti soddisfatto!
      Ciao!

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      1. Andrea ha detto:

        Beh che dire ? Non so che se sia l’idea giusta, la risposta corretta per tutti, ma per me si. Condivido tutto !
        La paura è un’ emozione e come tale non la possiamo eliminare. Come hai detto tu in molti aspetti ci può aiutare perché allerta i nostri sensi in caso di pericolo, oppure ci prepara ad essere “pronti” in determinate situazioni.
        Le persone riescono a suddividere la dimensione tempo in: passato, presente e futuro. Spesso quello che più ci spaventa o genera ansie è il futuro perché non sappiamo se sarà come noi lo prevediamo, oppure semplicemente perché ci sembra di rivivere un esperienza passata non propriamente felice.
        Quindi si la paura per me è una forma di auto-conservazione, uno scudo e anche un cartello con scritto “Warning , Danger “.
        Il coraggio, ” Avere Cuore ” bello no ?, è qualcosa di inscindibile dalla paura, è l’altra faccia della stessa medaglia. E si credo anche io che nasca dalla paura. Non esiste coraggio senza paura. E io credo che una delle frasi più belle che ho letto è la tua : “avere paura di avere sempre troppa paura”. Perché non c’è niente di male nel aver paura come dicevi tu in un tuo articolo vecchio, perché la paura è una vecchia amica del uomo. Ma la troppa paura /ansia ( di un colloquio, di un esame, di una scelta ecc) è un limite , nostro, che ci fa perdere in partenza. Spesso dovremmo solo saperla gestire, saperla prendere a piccole dosi per non perdere dei pezzi di quel piccolo miracolo che è l’altalena della vita.

        Grazie per il tempo e per la risposta, non mi hai solo soddisfatto, mi hai dato ancora una volta la conferma della tua sensibilità nel saper “fotografare” e scrivere. E ora basta, grazie ancora e in futuro cercherò di “disturbarvi” meno con le mie domande/riflessioni :). E spero di aver risposto anche io alla tua curiosità.
        Ciao Andrea e grazie ancora!!

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      2. andredelarge ha detto:

        Ciao Andrea!
        Grazie per questo commento, i complimenti (inizio a farci l’abitudine) e il tempo che dedichi al nostro blog!

        E si, abbiamo soddisfatto una curiosità, grazie per aver risposto alla nostra richiesta 🙂

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  2. andredelarge ha detto:

    Ciao Andrea!
    Guarda, la curiosità è femmina e ancora di più ghei, quindi io ti lascio la mail della nostra redazione
    allp@outlook.it, sentiti libero di scriverci, ma solo se ti va, non volevo essere invadente! Però il blog comincia a farsi spazio e conoscere i nostri follower ci piace, o chi ve l’ha consigliato 😛

    Per quanto riguarda la tua domanda, mi prenderò un po’ più di tempo per risponderti, perché stasera sono davvero stanco e non riuscirei a ragionare lucidamente. Paura e coraggio credo siano comunque due colonne portanti della nostra vita, e immagino che un pochino dai nostri articoli emerga cosa pensiamo di entrambi questi sentimenti!

    Per adesso, un saluto!
    Andrea.

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