La scrittura è vita che vive da sola

Quando nove mesi fa ho preso la decisione di aprire questo blog, credevo sarebbe stato una mera branchia di quello che poteva essere un libro. Era un esperimento, un modo per testare il mio talento e sondare la validità di ciò che scrivevo.

Ma non avevo tenuto conto di una cosa fondamentale: se scrivere è un’azione, la scrittura è una vita. E in quanto tale respira, si nutre, cresce da sola.

Per quanto riguarda me, quando scrivo nasce tutto da un concetto, un’idea, una frase, un ritaglio di esistenza che non è necessariamente sempre la mia, ma anzi, che spesso mi riguarda in maniera indiretta. Quel concetto è uno specchio, e come tutte le superfici riflettenti ti mostra in maniera distorta una realtà che prima non vedevi. Un segno, un neo, una crepa.

Alla fine di un pezzo, di un articolo, lo rileggo sempre e realizzo che quella frase si è trasformata in una riflessione mia di cui non ero davvero consapevole. Questo perché la scrittura è una vita che vive da sola.

Ho scelto di chiamare questo blog Anche le lucciole piangono perché questo è il titolo che avrei voluto dare al mio primo libro. Qualcuno mi ha detto che è un bel titolo, che è poetico, sentimentale e sufficientemente nostalgico. Che è mio.

Lucciole che piangono. Ci può essere qualcosa di più ossimorico? Le lucciole fanno luce, e nelle fiabe del C’era una volta… la luce spariglia il buio, il dolore e la sofferenza. Ma queste lucciole piangono.

E crescono, proprio come la scrittura, senza che ciò che le circonda se ne accorga davvero. Ma velocemente. Qualche giorno al massimo di vita, in un ambiente ospitale. E la cosa più assurda è che non si rendono conto di quanto siano speciali. Come ciascuno di noi.

Eppure è sufficiente supporre in loro un briciolo di coscienza perché possa no comprendere il grande privilegio che hanno: farsi luce da sole. Non è facile, e può portarci allo stremo delle forze, anche a piangere qualche volta, ma è ciò che dovremmo fare tutti.
Accendere la nostra luce.

Oggi di Lucciole in questo spazietto ritagliato nell’universo 2.0 ce ne sono tre. La scrittura è cresciuta e ha fatto confluire la passione comune di tre giovani ragazzi in un progetto che è sicuramente un gioco, ma che comincia a non essere più solo un cassetto chiuso.

Tre lucciole, tre autori, tre rubriche. Io in fila, L’altra sponda e Dentro la vita* sono i nostri punti di vista su quello di cui facciamo esperienza. Condividerli non ha niente a che fare con la presunzione di poter insegnare qualcosa a qualcuno. Anzi, quello a cui aspiriamo è tenere vivo un dialogo con chi ci legge, aprire una conversazione, perché spesso alle domande che ci poniamo nemmeno noi riusciamo a dare risposta.

E’ così che la scrittura cresce. Con l’interazione. @TypingGwen e @SteLàpiz hanno scelto di aderire a questo progetto, dando un respiro diverso a quello che inizialmente poteva sembrare solo il muro del pianto di un ragazzo timido estroverso, that it’s me.

E li ringrazio, per questo. Perché leggere quello che loro condividono con me su questo blog è di ispirazione. Come ringrazio chi passa a trovarci e lascia un commento, perché ha un significato, per me.

Quando nove mesi fa ho preso la decisione di aprire questo blog, mi ero ripromesso che non avrei lasciato spazio agli articoli generalisti, come questo. Ma Anche le lucciole piangono ha aperto un canale di comunicazione con altri scrittori coi quali condivido questa passione, ha implementato i miei progetti e la mia voglia di esprimermi scrivendo.

Ho incontrato il bizzarro e coloratissimo gruppo di half-bloggers de Il Punto H (cliccate sul nome del blog per il collegamento), per esempio, un progetto editoriale al quale ho preso parte con piacere quando, leggendo quello che pubblicavo qui, mi è stato chiesto di entrare nella loro famiglia. E’ un blog irriverente, a tematica LGBT, ma generalista, che dedica molto spazio alla cultura e all’informazione, e tanto anche alla risata. Vi consiglio di farci un salto, leggere qualcosa, sono tutti autori interessanti questi miei nuovi pazzi amici. E anche io ho una rubrica su quel blog, si chiama #ALettoConDeLarge (cliccate sull’hashtag per leggere i miei articoli), dove parlo di sessualità e affettività!

Soprattutto, però, ho trovato lo sforzo di concludere il mio libro. E sì, questo articolo lunghissimo è dedicato soprattutto alla scrittura che c’è in questo romanzo. Come quando scarto un regalo, ci metto sempre troppo a gioire della mia felicità. E per imbarazzo, perdo un sacco di tempo ad arrossire. Ma ho scritto questo post per presentarvelo. Non so quale sarà la sua vita, che tipo di esistenza avrà e dove mi porterà. Forse non uscirà dalla mia stanza, e andrà bene così. L’ho scritto per me stesso, prima che per pubblicarlo. Era qualcosa che mi dovevo, un debito che avevo verso l’Andrea per cui provavo un po’ di pietismo e nel quale non ho creduto mai davvero fino in fondo. Oggi però quella persona è uno scrittore.

Quindi, benvenuto al mondo, Anche le lucciole piangono.

@AndreDeLarge

* Gli articoli di TypingGwen per L’altra sponda escono generalmente di giovedì (salvo eccezioni dovute a impegni e scelte editoriali), e cercheremo di mantenere questa regola. Li riconoscete dall’# che precede il titolo. Gli articoli di SteLàpiz per Dentro la vita escono ogni primo lunedì del mese, e la sua saga personale è divisa in Capitoli.

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