Capitolo 1. Storia di una crisi più che post-adolescenziale

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Prima che io possa iniziare a tediarvi con le mie elucubrazioni, vorrei ringraziare AndreDeLarge – nonché mio bestfriendforever – per avermi dato la possibilità di esprimermi qui, nel portale virtuale della sua vita.

Facciamo un breve sunto della situazione: sono un ragazzo di 23 anni, laureato in lingue, pallavolista ed ora sto frequentando un Master in Comunicazione. Non sono uno di quelli che “No cioè non puoi capire sta settimana quanto sono stato preso, ma già che c’ero ho salvato Lindsay Lohan dall’ennesima overdose“, però tra amici, sport, studio e progetti non è che mi rimanga chissà quanto tempo (ma per fare cosa poi?).

Insomma, questa è la mia routine, quella che ognuno di noi ha, più o meno intensa che sia.
Qualche notte fa, tra una nerdata e l’altra – sì, mi capita di dedicarmi anche a quelle cose da “brufoli e seghe”- ho avuto una sottospecie di flash. Non uno di quei flash che hai quando esci barcollando da un locale, un flash un po’ più di rilievo, tipo:”Ma che cazzo sto facendo della mia vita?

Mi spiego, ci provo. Faccio tante cose durante la mia giornata tipo, dal parlare troppo all’allenarmi con la mia squadra, dal dedicarmi ai miei progetti al cazzeggiare su Instagram (che adoro, tra l’altro, qui potete trovare il mio profilo se avete voglia di stalkerarmi: dentrolavita) e così via insomma. Come tutti. Però.

Però mi sono sentito strano/colpevole quando ho realizzato che in fin dei conti non sto aggiungendo nessun accessorio alla mia esistenza. Mi spiego pt. 2 Partendo con un esempio, che forse è più facile: andiamo in Montenapoleone e vogliamo una bella borsa di Hermès, la compriamo, ce la mettono in mano e uscia..NO! Sacrilegio! Il packaging dove lo lasciamo? Va bene, il nostro obbiettivo è la borsa, ma veramente, ammettiamolo. Non desideriamo forse anche quella bella scatola cilindrica arancione che fa quasi mille volte più figo che la borsa stessa?

Non ci possiamo accontentare di barattare la nostra borsa con dei soldi e basta: dobbiamo cercare chi ci offre il servizio migliore, il packaging migliore appunto, il negozio più accogliente. Quella borsa è una cazzo di esperienza sensoriale, non solo un prodotto. Voglio dire, ci manca poco che abbia pure la truccatrice!

E così deve essere la nostra vita, almeno credo. Non accontentiamoci di fare le cose che facciamo come se stessimo leggendo un copione standardizzato. Rendiamo la nostra vita veramente piena, piena di qualità e non di quantità. Un’esperienza sensoriale, appunto. E io individuo la vera bellezza della vita nei dettagli, nelle piccole cose. Nella scatola in cui è incartato un regalo.

Non studiamo e basta, studiamo e scopriamo realmente cosa stiamo studiando, andiamo a cercare informazioni, scopriamo, muoviamoci. Non sopprimiamo quegli stimoli culturali e d’interesse che superficialmente commenteremmo con un “Che sbatti“, “Chissene frega“. Che poi è una metafora per dire, cerchiamo i dettagli nella vita, non scivoliamoci attraverso con superficialità.

Non dico che sia facile, né tanto meno spontaneo, sia chiaro! Ci ho messo un po’ anche io a convincermi di questo, dati i miei suonati 23 anni, ma alla fine ci sto riuscendo, più o meno. Ma la realtà è che a fine giornata, ci tocca fare i conti con noi stessi. E dobbiamo ricordarci che la prima persona che dobbiamo stupire e soddisfare sempre è il nostro stesso io.

@SteLàpiz
ph. Sara Wbas 

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4 commenti Aggiungi il tuo

  1. Marta Vitali ha detto:

    Questa metafora mi piace un sacco…
    Sarà che paragonare una borsa alla vita ha un non so che di magico, sarà il modo in cui l’hai scritto e raccontata, sarà che forse hai proprio ragione! Non viviamo tanto per passare il tempo, ma passiamo il tempo vivendo…è tutta un’altra storia!

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    1. andredelarge ha detto:

      Siamo contenti che la nuova Lucciola ti piaccia! Non appena il suo account sarà attivo, sono sicuro che SteLàpiz sarà felice di leggere il tuo commento! Se ti piace il suo stile, non ti resta che seguirci! La sua rubrica #DentroLaVita la trovi ogni primo lunedì del mese!

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    2. stelapiz ha detto:

      Ti ringrazio per aver partecipato al mio turbinio mentale messo per iscritto. E sono felice che ti sia potuta ritrovare nelle mie parole, quindi viviamo e non lasciamoci vivere.
      Un abbraccio,

      SteLàpiz

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