#13 Siamo tutti frangibili

Di recente al cinema è uscito il film “perfetti sconosciuti”. E’ difficile descriverne la trama. Ci provo: tutto parte con una cena tra amici. Il classico sabato sera tra adulti, passato tra coppie, o pseudo tali. A un certo punto, una delle protagoniste propone un gioco: mettere sul tavolo i telefoni e condividere per l’intera serata, i messaggi o le chiamate che ciascuno riceve. Non scendo nel dettaglio, per non spoilerare nulla. Posso solo dire che è un film che mette sotto la lente di ingrandimento i rapporti di amicizia e di amore, ma soprattutto, la vulnerabilità e la debolezza umana.

Sono uscita con un certo stato d’ansia dalla sala e ho pensato che non avrei nulla da nascondere (o meglio, nulla di tanto destabilizzante), se facessi quel gioco con qualcuno. Al massimo ti becchi il messaggio di mia mamma che chiede se torno per cena, quello di mia sorella che mi informa delle pappe del mio nipote, qualche contatto della rubrica che risorge dall’oblio per sapere come va, oltre ai soliti whataspp degli amici e dei giri di sempre.

Ma poi, proprio focalizzandomi sulla cerchia di persone che maggiormente frequento, ho immaginato cosa potesse venire fuori da un tentativo simile. Da quando ho lavorato al cinema, per esempio, esco spesso e volentieri con i miei ex colleghi. Ormai siamo amici e ci vediamo regolarmente. E penso che no. Sarebbe meglio evitare. Probabilmente verrebbe fuori che tizio va dietro a lei, che va dietro all’altro, che non ci pensa minimamente. Solite storie di intrighi amorosi. Oppure, verrebbe letta l’opinione che hai sull’azione di una persona, che non esprimi al diretto interessato, per paura di ferirlo. In fondo, però, sarebbe così un male se la verità venisse a galla?

Un giorno, mi è capitato di parlare con D. fino all’alba. E’ capitato che tirassimo le cinque del mattino in macchina, a chiacchierare del più e del meno. Più di una volta A. mi ha detto “possibile che due gnocchi come voi stiano in macchina… fino alle cinque del mattino… a parlare??!!”. Sì è possibile. Tra l’altro è da un po’ che non succede e mi mancano davvero i nostri confronti. D. è la mia camomilla formato vivente. Lui è la razionalità fatta a persona. Io sono l’emotività in ogni mia cellula. Se sto per sbarellare, lo chiamo. E’ una delle poche persone che ha il potere di calmarmi. Comunque (come sempre divago), proprio in una di queste conversazioni notturne è venuto fuori il discorso di essere schietti con gli altri.

Lui mi fa ” perché, se ti piace qualcuna, un’amica anche, non glielo si dice? O magari anche solo ne sei attratto. Siamo persone mature. perché perdersi l’occasione di viversi qualcosa con qualcuno? Metti che sia anche solo per una notte”. “beh perché hai paura di essere rifiutato. Non è facile esporsi. Poi, anche se fosse solo per una notte. Davvero poi è tutto come prima? come fai a saperlo?”. Non ricordo la risposta precisa, ma ricordo il fatto che fosse venuto fuori che il sesso complica tutto. In un certo senso sì.

Ma i non detti non lo complicano di più? Davvero è meglio non sapere?

Vedo A., ora, che è in crisi perché quel pezzo di pirla che frequenta (sì, io non sono diplomatica) è sparito nel nulla. Kaput. Un virus pare gli abbia limitato l’uso delle mani a tal punto da non riuscire a chiamare per dire “ciao, addio, sto una merda, non ti voglio più”. O qualunque cosa gli passi per la testa. Lui ha bisogno di scrivere e, soprattutto, di sentirsi dire la parola “fine”. Ma serve davvero? Penso ancora a quando mi è stato detto palesemente in faccia che non c’era chimica, per poi, oltretutto, essere paragonata a un cappuccino.(giuro, mi è successo davvero. Ne parlo nel mio quarto articolo) e mi chiedo: siamo proprio sicuri che vogliamo la verità? no, perché io ci ho fatto i conti fino all’altro ieri con gli strascichi di un paragone tanto infelice.

E del “troppo detto” invece? cosa ne pensiamo? sì, parlo di quelle persone che un giorno ti dicono di aver visto in te la Madonna e il giorno dopo si volatilizzano. Come le prendiamo quelle parole?  Dobbiamo essere istintivi e dire quello che ci passa per la testa vivendoci il momento, o dobbiamo continuare a chiederci se sono i neuroni e non gli ormoni a parlare?

La Mannoia, nella colonna sonora che dal film prende il nome, dice:

Dove sei stato, in questi giorni
oltre il muro dei segreti
vissuti come tradimenti
hai mai pensato a quanto sbagli
alle parole buttate al vento
e a tutte quelle ancora dentro
in questo quadro dipinto a fatica
dopo un’attesa che dura una vita

Oggi abbiamo sempre più paura del silenzio. I social e le app ci forniscono le armi per ribellarci contro queste assenze. un esempio? le spunte blu. Quante volte abbiamo rimproverato qualcuno per le “non risposte”? Io, appena ho potuto, ho tolto le spunte blu e l’ultimo accesso. Non perché mi prendo la libertà di non rispondere. Non (solo) perché non voglio scocciature, ma perché a volte, come mi faceva notare A., ho bisogno di tempo per formulare delle risposte. E’ anche capitato rispondessi giorni dopo. sì lo so che è snervante attendere una risposta e saltare in piedi ad ogni minima vibrazione del telefono, per poi scoprire che è la cugina della zia di tua mamma che proprio quel giorno ha deciso di scriverti.

Però, nonostante “l’agonia” che infliggi, capita di aver bisogno di rifletterci un po’ su. Capita di dover edulcorare i fatti. Perché, come dice uno dei protagonisti del film, siamo tutti frangibili. A volte il muro di segreti, più che un muro, è un cuscinetto di protezione verso qualcosa che ci potrebbe far crollare. E la cosa interessante del film è che colui che ammette questa cosa, è quello che ha meno da nascondere.

Forse, solo se sai di essere frangibile, provi a non frangere gli altri.

 

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...