La condicio sine qua non

Quando desideri davvero qualcosa, tutto l’universo cospira affinché tu realizzi il tuo sogno.

Paulo Cohelo

Mi chiedo continuamente quanto ci sia di vero in questa affermazione. È una delle questioni su cui mi interrogo più spesso e con più ossessione. È sufficiente volerla davvero, una cosa, per ottenerla? [Farò una inutile precisazione: mi riferisco a quel motore che ti spinge al sacrificio, al compromesso, all’impegno, alla dedizione; che è una cosa distinta da queste stesse qualità, questi stessi gesti mentali, senza mettere in atto i quali comunque non si arriverebbe a niente.] Davvero quando desideri ardentemente una cosa riesci ad accedere alle risorse che necessiti per averla? Basta così poco? Desidero ergo ho? La voglio ad ogni costo e quindi trovo una strada? Mentre quelli che trovano una scusa non lo vogliono davvero? È davvero così semplice e lineare la faccenda?

Più volte ho sentito la mia stessa bocca pronunciare la frase: se vuoi davvero qualcosa, allunga la mano e prendila [che non è una geniale sparata mia, ma una citazione dal libro Nelle terre Selvagge di Jon Krakauer]. Vuoi partire? Parti! Vuoi dipingere? Dipingi! Vuoi farti l’acquario? Fattelo! Ma, in cuor mio, credo di avere altresì la convinzione che tra pensiero semplice e pensiero semplicistico ci sia quella piccola formalità che sta tra il faccio una follia e il ma dove voglio andare che si chiama posso davvero farlo ora?

Forse sì, forse puoi e non lo vedi. Forse no, anche se vorresti. O forse, invece, le risposte non dovrebbero essere cosi sempliciotte e semplificanti. Sminuiscono la questione. Vuoi partire? Perfetto, comincia a cercare casa, lavoro, a controllare i prezzi da qui, da questa casa, che è reale, preparati un terreno, che il tempo per fare la mattata lo avrai comunque, ma con un paracadute. Vuoi dipingere? Compra il materiale un po’ alla volta, comincia con l’essenziale, fatti le ossa sul tuo stile, che la galleria d’arte è la meta, la partita si gioca lungo il percorso. Vuoi farti l’acquario? Prendi pesci piccoli per iniziare, riempi la boccia piano piano, che il pesce chirurgo [Dori di Alla ricerca di nemo, insomma] è raro, costoso, ma non introvabile.

Sono scuse? Davvero sono scuse? Penso a me, a me che sono partito per Londra a gennaio 2014 e non sono durato venti giorni. Nonostante mia sorella viva lì da quattordici anni, nonostante il paracadute. Forse non lo volevo abbastanza. Forse non era il mio vero desiderio. Forse non ero pronto. E ho trovato delle scuse per non restarci. E penso ancora a me, ora, oggi, a pochissimi giorni dal lasciare il mio lavoro sicuro, tranquillo, il mio paracadute, e alle opportunità che in pochissimi giorni già mi si sono presentate. E’ per il mio atteggiamento? Per la mia buona predisposizione? Stavolta voglio davvero quello che sto cercando e quindi l’Universo me lo offre, perché mi vede sincero, sicuro e pronto a riceverlo?

Il punto è che se davvero si trattasse di una legge dell’Universo, di una forza inarrestabile e naturalmente insita in tutte le cose del mondo, dovrebbe valere per ogni aspetto della vita no? Eppure sembra valere solo per le cosecose’. Un viaggio in Africa è costoso, ma se lo vuoi davvero basta mettere da parte 2€ al giorno per un anno e hai già bell’e pagato il volo. Qual è la tua priorità, Johannesburg o l’ultimo modello di IPhone? Cosa vuoi davvero? Però con le persone non vale, ci deve essere reciprocità. C’è reciprocità anche con l’Universo e non lo so, forse? Io offro energia pura, elettricità e entusiasmo e in cambio le porte mi si aprono?

Sbagliamo nel volere certe relazioni, forse? Investiamo nel modo sbagliato sulle persone sbagliate? Le brutte storie d’amore, ce le cerchiamo? Sono dovute a una sbagliata predisposizione mentale, forse, o al fatto che non le vogliamo davvero, che ci stiamo accontentando. Per non restare soli, per avere qualcuno. E allora veniamo puniti per la nostra impenitenza?

Vi chiedete mai se quello che desiderate, lo desideriate abbastanza? Lo desideriate nel modo giusto? Se volete davvero quella cosa? E vi domandate mai se questo sia sufficiente? Perché in fin dei conti ritengo questa la vera condicio sine qua non: sapersi rispondere a questa domanda. E’ la tua chiamata?

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