E’ lecito sparire.

E’ lecito sparire. Mi faccio questa domanda, mentre ogni dieci minuti controllo i suoi accessi in whatsapp. Ho ormai la certezza che mi abbia bloccato, un modo indolore e immediato per non sentirci più. Non vedo più la sua immagine del profilo o le sue informazioni di contatto. Non è quasi mai online. Sono arrivato a pensare che abbia perso il telefono, che glielo abbiano rubato. Che abbia cambiato numero. Ma sono tiepide gocce di speranza nel mare magnum della sua assenza. Inutili. La realtà è che se volesse farsi sentire, lo farebbe. Un messaggio su facebook. Un segno. E invece niente.

Ma in fondo, perché dovrebbe? Non mi deve nulla. Ora sta uscendo con quel ragazzo, è lui a farlo stare bene, e soprattutto a farlo stare male. Perché dovrebbe preoccuparsi per me? Perché ci tiene, mi rispondo. Perché non può fare finta di niente, perché mi rispetta, perché mi vuole bene. Perchè non può cancellare tutto con un gesto e via da qui. È cosi.

È così? Ho la sensazione che si stia sbarazzando con troppa leggerezza di me. Sono stato il suo quotidiano per tre mesi. Il suo buongiorno, il suo caffé al mattino. Il suo confronto, e anche qualche incazzatura. Ho sempre pensato che quando una cosa ti fa incazzare, è perché ci tieni. Non gli sono indifferente.

E’ tutto troppo ragionato, troppo calcolato. Stiamo giocando a non farci più male. A non farci male di più. Avrei dovuto sprarire quando gliel’avevo giurato, che non mi avrebbe più rivisto. Quando gli ho detto che avrei preso la porta. Un periodo di inseparabile separazione, imparare a mancargli, a fargli sentire la mia mancanza. E adesso devo buttare giù questo silenzio stampa. Incomprensibile. Inaspettato. Ingestibile.

E’ lecito sparire? Immagino possa essere utile, quanto meno. Sicuramente semplice. Parlarsi ha delle implicazioni. Parlarsi, a volte, complica tutto. Io parlo sempre, io parlo troppo. Ho bisogno di capire, di andare a fondo, di trovare un senso. Che pesantezza. Parlare è un casino, è impegnativo, è intellettualmente sfiancante. Forse non sa che cosa dirmi, forse non abbiamo più nulla da dirci. Almeno per un pò.

Poterlo guardare negli occhi, però, e dirgli tutte quelle cose che non direi mai. Per me stesso. Per amore di me stesso, sarebbe la mia vittoria.

Parlare può fare male. A volte, però, potersi dire addio, anche se “addio” non esiste, è la prima cura per il cuore.

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